Archivi tag: salute e sicurezza sul lavoro

Piano Nazionale di controllo sui prodotti chimici 2017

Piano Nazionale di controllo sui prodotti chimici 2017

In data 28 aprile 2017 è entrato in vigore il nuovo piano nazionale delle attività di controllo sui prodotti chimici.

Il documento sugli obiettivi e i criteri della vigilanza in merito alle sostanze chimiche è stato predisposto dal Ministero della Salute in collaborazione con il Gruppo Tecnico Interregionale Reach-Clp e con il Centro Nazionale delle Sostanze Chimiche, Prodotti Cosmetici e Protezione del Consumatore dell’Istituto Superiore di Sanità e la Rete dei laboratori di controllo, in attuazione all’Accordo Stato-Regioni del 7 maggio 2015.

Le coordinate riportate nel documento riguardano i controlli da metodologia Reach-En-Force e da Forum Echa e le attività di controllo analitico.

Per entrambi i casi il piano indica:

  • target group;
  • criteri per la selezione delle imprese e fonti istituzionali che possono essere utilizzate per individuarle;
  • sostanze che devono essere controllate;
  • rendicontazione dei controlli che deve essere pubblicata nel “rapporto nazionale dei controlli”, pubblicato dal Ministero della Salute in collaborazione con le Regioni, le Pubbliche Amministrazioni e l’Istituto Superiore di Sanità entro il 30 giugno 2018.
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Regolamento SINP: gestione telematica dei dati di salute e sicurezza sul lavoro

Regolamento SINP: gestione telematica dei dati di salute e sicurezza sul lavoro

Lo scorso 12 ottobre è entrato in vigore il Regolamento (che attua il DIM 183/2016) che definisce il funzionamento del SINP previsto dall’art. 8 del Testo Unico in materia di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (Dlgs 81/2008).

Cos’è SINP?

Il “Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione nei luoghi di lavoro” ha l’obiettivo di raccogliere tutti i dati inerenti le ditte e i lavoratori italiani: dati sulle ditte e sulle lavorazioni effettuate, le attività di prevenzione e il controllo/vigilanza sulle aziende e sui singoli lavoratori, nonché i dati relativi agli eventi infortunistici.

Una specie di raccoglitore telematico che permette di raggruppare tutte le informazioni relative alla salute dei lavoratori e alle condizioni di sicurezza e prevenzione nel luogo dove viene svolta l’attività.

Tutte le informazioni inserite e registrate nel SINP, sono gestite da un sistema informativo coordinato e interconnesso, sotto la responsabilità tecnica di Inail, e vengono utilizzate per meglio organizzare e gestire l’efficacia delle attività di prevenzione e indirizzare le attività di vigilanza.

Gli organismi che partecipano al sistema telematico sono: Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Ministero dell’Interno, Regioni e Province Autonome, Inail.

Quali sono le informazioni che si ricavano grazie al sistema?

  • Quadro produttivo aziendale e occupazionale
  • Quadro dei rischi
  • Quadro di salute e sicurezza dei lavoratori per ogni settore di attività
  • Quadro delle azioni di prevenzione
  • Quadro degli interventi di vigilanza
  • Quadro degli infortuni sotto la soglia indennizzabile dall’Inail (ossia i meno gravi, ma più frequenti)

Quali novità rispetto ai precedenti obblighi?

Con l’implementazione del SINP viene soppresso l’obbligo per le ditte di tenere il registro degli esposti ad agenti nocivi così com’era già stato soppresso l’obbligo di tenuta del registro infortuni. Le ditte quindi non dovranno più conservare registri cartacei a disposizione degli organi di vigilanza, poiché ogni informazione sarà custodita nel sistema ed aggiornata in tempo reale.

Particolarmente importante è a questo punto la gestione degli aspetti legati alla privacy, considerando che il SINP prevede la gestione telematica di dati aziendali e personali e che tali dati sono visionabili da parte degli Enti e organi di vigilanza che hanno accesso al sistema.

La gestione della privacy è regolamentata dagli articoli 6 e 7 del Regolamento SINP: sono definite le disposizioni per il trattamento dei dati e le misure di responsabilità di ogni soggetto.

Ciascun Ente, inoltre, potrà attingere ai dati contenuti nel SINP con limitazioni sul tipo di dati visionabili ed ogni accesso verrà tracciato. Gli Enti potranno operare sui dati solamente nella misura strettamente necessaria per le proprie specifiche finalità istituzionali che sono definite dalla legge e secondo specifiche direttive contenute negli allegati al Regolamento.

La riservatezza dei dati inseriti nel SINP viene garantita da Inail tramite procedure di sicurezza in conformità con le regole tecniche e di sicurezza esplicitate nell’ambito del Sistema Pubblico di Connettività (SPC).

I dati del SINP saranno messi a disposizione anche delle parti sociali (organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori) che dovranno essere consultate almeno una volta all’anno da parte del Comitato.

Verrà istituito un apposito tavolo tecnico per lo sviluppo e il coordinamento del SINP, previsto dall’art. 5 del Regolamento, composto dai rappresentanti dei Ministeri del Lavoro, della Salute, dell’Interno e della Pubblica Amministrazione, della Difesa e dell’Economia, dell’Inail e delle Regioni e Province Autonome.

Il tavolo di coordinamento avrà il compito di verificare l’adeguatezza delle modalità tecniche di funzionamento del SINP, garantire la rispondenza dei contenuti dei flussi informativi alle finalità stabilite dal Dlgs 81/2008, formulare proposte per migliorare l’accessibilità, fruibilità e diffusione delle informazioni producendo anche report per gli Enti che concorrono al SINP.

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Testo Unico sulla Sicurezza: modifiche al Capo IV (campi elettromagnetici)

Testo Unico sulla Sicurezza: modifiche al Capo IV (campi elettromagnetici)

Il giorno 18/08/2016 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il D.Lgs 1/8/2016 n.159, contenente l’attuazione della precedente direttiva (2013/35/UE) sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici.

Il decreto legislativo apporta modifiche al Testo Unico sulla Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro (D.Lgs 81/2008), in particolare al capo IV dedicato alla protezione dei lavoratori dai rischi derivanti l’esposizione ai campi elettromagnetici.

Ma quali sono le principali sorgenti di campo elettromagnetico che si possono riscontrare nei luoghi di lavoro?

Innanzitutto è necessario fare una distinzione tra quelle che si classificano come “fonti interne” e quelle che invece sono “fonti esterne” ai luoghi di lavoro.

All’interno degli ambienti di lavoro, le principali sorgenti che si possono frequentemente riscontrare e alle quali i lavoratori sono potenzialmente esposti sono ad esempio:

  • video terminali, computer e tablet
  • saldatrici
  • reti wireless
  • telefoni cordless e cellulari
  • stampanti e fotocopiatrici
  • linee e quadri elettrici

A queste fonti interne possono aggiungersi i contributi delle sorgenti esterne, come:

  • antenne per la telefonia mobile
  • elettrodotti e cavidotto

Quali sono le principali modifiche che il decreto 159/2016 ha applicato alla normativa?

In particolare sono stati interamente sostituiti gli articoli dal 206 al 212, ed è stato introdotto l’articolo 210-bis, relativo alla “informazione e formazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza”.

E’ stato inoltre modificato l’articolo 219-bis relativo alle sanzioni previste in capo al datore di lavoro e al dirigente, nonché la sostituzione dell’intero Allegato XXXVI che riporta le grandezze fisiche concernenti l’esposizione ai campi elettromagnetici.

Le nuove disposizioni, più rigorose di quelle precedentemente previste, consentono così all’Italia di adeguarsi ed allinearsi con l’orientamento europeo.

Facciamo il punto sulle novità introdotte.

Innanzitutto è bene specificare che le novità riguardano in particolare la protezione dalle esposizioni a campi elettromagnetici a bassa frequenza (da 0 a 300 Hz), l’obbligo di informazione e formazione dei lavoratori potenzialmente esposti e la sorveglianza sanitaria.

In particolare soffermiamoci sugli articoli interamente sostituiti:

  • 206 “campo di applicazione delle norme di sicurezza”. Rispetto alle precedenti disposizioni, con il nuovo decreto si fa riferimento agli effetti diretti ed indiretti derivanti dall’esposizione ai campi elettromagnetici (frequenza da 0 a 300 Hz), non solo dunque, come indicato in precedenza, agli effetti nocivi a breve termine conosciuti.
  • 207 “definizioni”. Vengono fornite definizioni in merito ai campi elettromagnetici con frequenze sino a 300 GHz, agli effetti diretti ed indiretti[1], e fornisce inoltre le definizioni dei valori limite di esposizione e di azione.
  • 208 “valori limite di esposizione e i valori di azione”. Vengono definiti i valori limite di esposizione e i valori di azione. Nell’allegato XXXVI al decreto sono riportate le grandezze fisiche relative ai valori limite.
  • 209 “valutazione dei rischi e identificazione dell’esposizione”, descrive la procedura per effettuare la valutazione dei rischi e gli obblighi in capo al datore di lavoro.
  • 210 “disposizioni miranti ad eliminare o ridurre i rischi”, descrive la procedura successiva alla valutazione dei rischi, ossia le disposizioni da attuare per eliminare o ridurre i rischi valutati.
  • 211 “sorveglianza sanitaria”, descrive la tempistica e i soggetti attivi per la sorveglianza sanitaria.
  • 212 “deroghe”.

Il nuovo articolo introdotto con il D.Lgs 1/8/2016 n.159 è il 210-bis “informazione e formazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza”, che predispone l’obbligo per il datore di lavoro di fornire ai lavoratori e ai loro rappresentati per la sicurezza l’obbligo di ricevere un’adeguata formazione ed informazione riguardante i rischi derivanti dall’esposizione ai campi elettromagnetici, agli eventuali effetti dell’esposizione a carico dell’organismo e alla possibilità di rischi specifici nei confronti di lavoratori appartenenti a gruppi particolarmente sensibili al rischio (es. lavoratrici in stato di gravidanza).

Le modifiche entrano in vigore dal 2 settembre 2016.

Questo significa che le aziende e i datori di lavoro (con relativi RSPP) saranno tenuti ad aggiornare ed adeguare il documento di valutazione dei rischi (DVR) con indagini e misure dei livelli di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico raffrontando i valori riscontrati con i nuovi limiti di esposizione.

[1] Gli effetti diretti sono quelli provocati direttamente sul corpo umano che si trova all’interno di un campo elettromagnetico e comprendono: effetti termici (riscaldamento dei tessuti a causa dell’assorbimento di energia), effetti non termici (stimolazione di muscoli, nervi ed organi sensoriali) e correnti negli arti. Gli effetti indiretti sono provocati dalla presenza di un oggetto in un campo elettromagnetico, che potrebbe rappresentare un pericolo per la salute e la sicurezza del lavoratore esposto (es. interferenza con attrezzature e dispositivi medici elettronici, incendi o esplosioni prodotte da campi indotti).

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NUOVO ACCORDO STATO-REGIONI SU FORMAZIONE RSPP

NUOVO ACCORDO STATO-REGIONI SU FORMAZIONE RSPP

In data 7 luglio 2016 è stato approvato il nuovo accordo Stato-Regioni riguardante la formazione delle figure aziendali sulla sicurezza.

L’accordo ha lo scopo di revisionare i contenuti della vecchia normativa del 26 gennaio 2006 sulla formazione degli RSPP e ASPP, e di applicare alcune sensibili modifiche alla formazione di vari “attori” che hanno ruoli in materia di sicurezza, a partire dai lavoratori.

Ad oggi il testo relativo all’accordo non è ancora a tutti gli effetti in vigore, in quanto potrà esserlo solo dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Ciò che conosciamo è l’obiettivo finale: migliorare la qualità della formazione in Italia.

E’ stato dato risalto ai requisiti della formazione in modalità e-learning e a nuove indicazioni per la progettazione ed erogazione dei corsi, come ad esempio:

  • conformità, intesa come corrispondenza ai vincoli normativi;
  • pertinenza, intesa come adeguatezza del piano dal punto di vista metodologico, organizzativo e gestionale in rapporto agli obiettivi formativi;
  • efficacia, intesa come capacità dei progetti di formazione di essere in linea con i risultati attesi, con particolare riferimento ai ruoli che i destinatari della formazione devono ricoprire all’interno dell’azienda.

Le modifiche non riguardano solo un nuovo percorso formativo per RSPP e ASPP (con indicazioni precise riguardo a nuovi moduli, formazione pregressa, verifiche di apprendimento e aggiornamento), ma vengono definite anche:

  • la durata dei contenuti minimi dei percorsi formativi;
  • i requisiti dei docenti nei corsi di formazione;
  • le condizioni per la formazione del datore di lavoro che svolga i compiti del SPP (Servizio di Prevenzione e Protezione);
  • il riconoscimento della formazione del medico competente;
  • la possibilità dell’uso di piattaforme e-learning per la formazione specifica e mutuo riconoscimento di progetti sperimentali in e-learning per la formazione specifica;
  • l’organizzazione dei corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Le parole chiave per una buona formazione sono proprio quelle che abbiamo elencato sopra: conformità, adeguatezza e efficacia. Sono tre requisiti fondamentali per gestire in sicurezza una realtà aziendale e proteggere le risorse umane.

In the school

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FORMAZIONE SULLA SICUREZZA: FINANZIAMENTI INAIL 2016

FORMAZIONE SULLA SICUREZZA: FINANZIAMENTI INAIL 2016

La tematica della formazione sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro rappresenta uno degli aspetti chiave sul quale tutte le aziende devono soffermarsi.

Se vogliamo determinare quanto sia importante avere una formazione in questo campo, basta che ci fermiamo un secondo e riflettiamo su quanto essa sia fondamentale per un corretto e sicuro svolgimento di una mansione, e automaticamente per la prevenzione dei rischi per la salute dei lavoratori, dipendenti e non.

Con l’applicazione dell’art. 11 del DLgs n. 81/2008, è previsto il finanziamento da parte di INAIL e regioni, di progetti formativi specificamente dedicati alle piccole, medie e micro imprese per sensibilizzare e promuovere principi e comportamenti di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Ciascun progetto formativo dovrà avere un costo compreso tra i 200 mila e gli 800 mila euro e verrà finanziato totalmente, con la possibilità di richiedere un’anticipazione del 30%.

CHI PUO’ ADERIRE AL BANDO?

Il bando mette a disposizione in totale 14.589.896 euro che possono essere utilizzati dai seguenti soggetti attuatori, singoli o in aggregazione:

  • Organizzazioni sindacali dei lavoratori e organizzazioni sindacali dei datori di lavoro, che possono avvalersi per la realizzazione anche di strutture formative di diretta o esclusiva emanazione;
  • Organismi paritetici;
  • Università;
  • Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile;
  • Ordini e collegi professionali, limitatamente ai propri iscritti;
  • Enti di patronato;
  • Soggetti formatori accreditati in conformità al modello di accreditamento definito in ogni Regione e Provincia autonoma ai sensi dell’intesa sancita in data 20/03/2008 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 23 gennaio 2009, in ogni Regione in cui si svolgerà il progetto formativo.

Tali soggetti dovranno avvalersi, per l’attuazione del progetto, della collaborazione di docenti qualificati o con comprovata esperienza almeno triennale di insegnamento o professionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

CHI SONO I DESTINATARI DEI PROGETTI FORMATIVI?

I destinatari delle attività di formazione finanziate saranno datori di lavoro, lavoratori (stagionali e non), responsabili dei lavoratori (Rls, Rlst) e piccoli imprenditori.

I progetti formativi, semplici o integrati (formazione + attività di addestramento), dovranno essere realizzati in almeno quattro Regioni (una Regione per una delle macroaree: nord, centro, sud, isole) e interessare i seguenti ambiti:

  1. Formazione finalizzata all’adozione di modelli di organizzazione e di gestione in un’ottica di sviluppo del sistema delle relazioni e di cambiamento di cultura organizzativa;
  2. Formazione sui rischi specifici delle attività svolte;
  3. Formazione sugli aspetti organizzativo-gestionali e tecnico-operativi nei lavori in appalto e negli ambienti confinati, con particolare riferimento alla gestione delle emergenze;
  4. Formazione per l’adozione dei comportamenti sicuri finalizzati alla prevenzione degli infortuni e delle tecnopatie;
  5. Formazione sulla valutazione dei rischi, con particolare attenzione a quelli collegati allo stress lavoro correlato, alle lavoratrici in stato di gravidanza e alle differenze di genere;
  6. Formazione sulla gestione dei rischi in ambiente di lavoro legati alla dipendenza da alcol, sostanze psicotrope e stupefacenti.

I progetti sono valutati sulla base della capacità di promuovere, attraverso il dialogo sociale e il coinvolgimento dei lavoratori, comportamenti aderenti ai principi di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per accedere al finanziamento è necessario inviare a Inail la domanda di adesione al bando entro le ore 13:00 del 19 aprile 2016.

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SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO: BANDI E FINANZIAMENTI 2016

SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO: BANDI E FINANZIAMENTI 2016

 

Salute e sicurezza sul lavoro, Occupational Health and Safety, OHSAS 18001……..in qualsivoglia modo lo si chiami, risulta essere uno dei temi fondamentali che devono essere gestiti in modo adeguato, continuo e professionale  nei luoghi di lavoro.

E’ un concetto piuttosto delicato (basti pensare alle morti bianche, che contano in tutto il mondo circa due milioni di caduti ogni anno), regolamentato dal Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs 9 aprile 2008 n.81, entrato in vigore il 15 maggio 2008) e che deve essere quindi affrontato con estrema serietà, iniziando a spiegare chiaramente il suo significato.

Con il termine “sicurezza sul lavoro” intendiamo l’insieme delle misure preventive o protettive da adottare per rendere salubri e sicuri i luoghi di lavoro, in modo da evitare o ridurre al minimo possibile l’esposizione dei lavoratori ai rischi connessi l’attività lavorativa, riducendo o eliminando il rischio di infortuni e/o incidenti o il rischio di contrarre una malattia professionale.

Un luogo di lavoro è perciò definito “sicuro” quando è dotato di accorgimenti, strumenti ed attività di prevenzione che forniscono un ragionevole grado di protezione contro la probabilità che si verifichi un evento pericoloso o dannoso per la salute di chi lo svolge.

Esistono misure di tutela della salute/sicurezza dei lavoratori che hanno l’obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro e ridurre la probabilità che si verifichino infortuni non solo ai lavoratori e addetti, ma anche ai collaboratori esterni e a quanti si trovano, anche solo occasionalmente, all’interno dei luoghi di lavoro, in quanto possono potenzialmente subire il rischio di incidente.
Detto questo, è chiaro che l’attuazione di tali misure comporta un costo che anche le aziende più piccole devono sostenere, in quanto si tratta di misure obbligatorie che il datore di lavoro deve attuare per chiunque entri in contatto con le attività produttive dell’impresa.

Per aiutare le aziende a sostenere i costi derivanti dall’adozione di tali misure, sono stati finanziati due bandi a sostegno delle piccole e microimprese che nel 2016 hanno intenzione di realizzare progetti di innovazione tecnologica, come ad esempio l’acquisto di impianti, macchine e attrezzature, finalizzati a migliorare le condizioni di salute e sicurezza sul lavoro:

  1. BANDO FIPIT

Si tratta di un bando a graduatoria rivolto alle imprese operanti nel settore terziario che prevede un finanziamento di circa 20 milioni di euro, ripartiti a livello regionale/provinciale in base al numero di addetti e al grado di gravità degli infortuni.

L’agevolazione finanziaria prevista può raggiungere una misura massima del 65% dei costi sostenuti dall’azienda per il progetto e le spese accessorie.
Il progetto da finanziare prevede un contributo massimo erogabile fino a 50.000 euro e il contributo minimo ammissibile è pari a 1.000 euro. Ciascuna impresa può inoltre richiedere un’anticipazione fino al 50% dell’importo del contributo richiesto.

  1. BANDO ISI – INAIL

Per il sesto anno di fila, INAIL ripropone il bando che prevede la messa a disposizione, da parte dell’Istituto, di una somma di 276.269.986 € in finanziamenti a fondo perduto, che vengono assegnati fino ad esaurimento alle imprese, anche individuali, per la realizzazione di progetti volti al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza sul lavoro.
La novità rilevante del 2016 è rappresentata dall’introduzione nel bando di uno specifico asse dedicato ai progetti di bonifica di materiali contenenti amianto.

L’obiettivo è quello di coprire fino al 65% dei costi sostenuti dalle imprese per la realizzazione dell’intervento, e il finanziamento è compreso tra un minimo di 5.000 e un massimo di 130.000 euro, che viene erogato da INAIL dopo una verifica amministrativa e la realizzazione del progetto da parte dell’impresa.

I soggetti interessati potranno inserire le domande di partecipazione al bando a partire dal 1° marzo 2016 fino alle ore 18:00 del 5 maggio 2016, nella sezione Servizi online del sito INAIL.

C’è un’ultima ed interessante novità di cui vogliamo informarvi; non è ancora regolamentata in quanto ad oggi non è stato emanato alcun decreto attuativo, ma per il 2016 è prevista l’introduzione di ulteriori incentivi per le imprese: si tratta del credito d’imposta del 50% delle spese sostenute, che sarà ripartito in tre quote annuali, a favore dei titolari di reddito d’impresa che effettuano nell’anno 2016 interventi di bonifica dell’amianto sui propri beni e strutture produttive.
L’investimento pianificato dalle aziende dovrà essere di almeno 20.000 euro ed avvenire sul territorio nazionale.
Tramite questo credito d’imposta, le imprese che bonificano avranno la possibilità di recuperare fino al 50% delle spese sostenute.

bandi2016_salute_sicurezza

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