Archivi tag: rifiuti

D.M. 264/2016 in vigore: regola il riutilizzo di sottoprodotti e biomasse

D.M. 264/2016 in vigore: regola il riutilizzo di sottoprodotti e biomasse

E’ entrato in vigore, successivamente alla pubblicazione in GU, il D.M. n. 264/2016 contenente il Regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti.

Il Regolamento contenuto nel DM fornisce criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti, perciò l’obiettivo principale è quello di agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti che qualificano il residuo come “sottoprodotto”.

Il primo requisito è la certezza del riutilizzo, che coinvolge non sono il produttore del sottoprodotto ma anche il detentore.

La certezza del riutilizzo viene dimostrata dall’analisi delle modalità organizzative del ciclo di produzione, delle caratteristiche o documentazione relative alle attività dalle quali si originano i materiali impiegati ed al processo di destinazione valutando in particolare la congruità tra tipologia, quantità, qualità dei residui e utilizzo previsto per gli stessi.

Il decreto fornisce disposizioni anche in merito al deposito e movimentazione dei sottoprodotti, e prevede ispezioni, controlli e prelievi da parte delle autorità competenti.

Tali ispezioni dovrebbero essere estese alle sole realtà aziendali che rientrano, come da iscrizione alla camera di commercio, in quelle che hanno implicitamente manifestato la decisione di avvalersi delle disposizioni del presente D.M., vincolandosi a esse.

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MUD 2017: scadenze e soggetti obbligati

MUD 2017: scadenze e soggetti obbligati

Il 30 aprile è il termine ultimo per la presentazione del MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale) relativo ai rifiuti prodotti, smaltiti o gestiti nel 2016. Il modello 2017 non presenta novità rispetto allo scorso anno (come dichiarato dal Dl 30 dicembre 2016). Chi è obbligato a presentare il modello? Chiunque per professione effettua attività di raccolta e trasporto di rifiuti; commercianti e intermediari di rifiuti senza detenzione; imprese e enti che effettuano recupero e smaltimento o che producono rifiuti pericolosi; imprese agricole che producono rifiuti pericolosi con un volume di affari annuo superiore a 8000€; imprese e enti che hanno più di dieci dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi come derivati delle lavorazioni industriali effettuate.

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Sistri 2017: ennesima proroga o passaggio definitivo?

Sistri 2017: ennesima proroga o passaggio definitivo?

Una storia infinita, della quale non si è ancora vista ombra di soluzione, è quella del SISTRI, il Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti, nato con i buoni propositi della semplificazione e trasparenza del processo di gestione e tracciabilità dei rifiuti, ma mai decollato tra rinvii, stop e modifiche alla normativa.

Nello scorso anno, con il decreto Milleproroghe, abbiamo assistito allo slittamento del termine per l’adeguamento al sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti al 31 dicembre 2016.

Sostanzialmente era stato esteso a tutto il 2016 un periodo di transizione di “doppio regime” in cui era obbligatorio applicare sia i tradizionali adempimenti e obblighi cartacei della tracciabilità dei rifiuti (FIR, registri di carico/scarico e MUD) nonché le relative sanzioni, sia i nuovi obblighi informatici di tracciamento del SISTRI (le sanzioni applicabili erano in questo caso state fatte slittare a partire dal 1° gennaio 2017 ad eccetto della mancata iscrizione e versamento del contributo annuale del sistema).

Con l’arrivo del 2017 abbiamo assistito ad un nuovo slittamento: non oltre il 31 dicembre 2017.

Il Milleproroghe (Dl 244/2016) sembra infatti intenzionato a fissare per l’anno corrente un termine inderogabile per l’entrata in vigore del SISTRI a pieno regime, con tanto di sanzioni operative che eliminino definitivamente il “doppio regime” (e quindi tutti i registri e formulari cartacei). Ovviamente tutto questo ha l’impressione di essere un film già visto troppe volte, ma stando alle parole che si leggono nero su bianco sulla Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2016, il 2017 dovrebbe rappresentare una volta per tutte l’anno del nuovo SISTRI.

Quali sono i termini fissati dal Milleproroghe per il 2017?
  • Rinvio della piena sanzionabilità del SISTRI per l’omesso controllo telematico dei rifiuti non più di un anno (come è successo nel 2016), bensì “fino alla data del subentro nella gestione del servizio da parte del concessionario individuato […] e comunque non oltre il 31 dicembre 2017”. Vale a dire che entro i prossimi 12 mesi il SISTRI dovrà passare nelle mani del nuovo gestore.
  • Riduzione delle sanzioni relative ai contributi annuali e di iscrizione, già effettuata nel 2016 in misura del 50% fino alla piena operatività del SISTRI, non più fino a piena operatività bensì anche in questo caso “fino alla data del subentro nella gestione del servizio da parte del concessionario individuato […] e comunque non oltre il 31 dicembre 2017” (ma sempre in misura del 50%).

Se queste nuove disposizioni siano o meno un’arma a doppio taglio nell’ambiguità del passaggio dal vecchio termine di “piena operatività di SISTRI” all’attuale “subentro del nuovo concessionario” è presto per dirlo.

Restano al momento attivi e pienamente applicabili gli obblighi di tracciamento tradizionale dei rifiuti (FIR, registri di carico e scarico e MUD) e le relative sanzioni specificate dal Dlgs 152/2006 nella loro versione “pre SISTRI”.

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LE FALSE ETICHETTE DEL GREENWASHING

Le false etichette del Greenwashing

Avete mai notato quanti prodotti o servizi riportano diciture come “100% naturale”, “ECO”, “Bio”? Vi siete mai chiesti come fare a distinguere una vera etichetta ambientale da una finta?

Per imparare a difendersi dalle finte etichette ecologiche e per non diventarne complici, vi sveliamo i 7 peccati del famoso fenomeno del “finto ambientalismo”, maggiormente noto come GREENWASHING.
Per approfondire apri il link e seguici sul sito di Piuturismo!

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NOW: il festival sul futuro sostenibile made in Como

NOW: il festival sul futuro sostenibile made in Como

Dal 6 al 8 maggio 2016 a Villa Erba di Cernobbio, sul lago di Como, nasce NOW: il primo festival dedicato al futuro sostenibile.

Un evento che ha come obiettivo quello di dare voce a tutte le Imprese, Associazioni, Organizzazioni, Enti e altre realtà che adottano stili, soluzioni e processi sostenibili per l’ambiente, l’economia, la cultura e la società.

Promosso dall’associazione comasca L’Isola che c’è, l’intero festival ruota attorno a 8 parole che hanno lo scopo di evocare i molti temi riguardanti la sostenibilità e il futuro: Terra, Cibo, Economia, Sicurezza, Energia, Relazioni, Saperi, Luoghi.

Now Festival è un’occasione per incontrare storie virtuose, all’avanguardia, per conoscere esperienze e soluzioni che in un futuro possono essere adottate facilmente e condivise da tutti. Strade verso nuovi modelli di sviluppo per migliorare la qualità della vita.

L’evento conta la partecipazione di 200 imprese, tra cui Cooperative, Associazioni, privati e altre realtà all’avanguardia, che saranno presenti per raccontare la loro storia, testimoniare i loro percorsi e mostrare i loro prodotti.

Il festival si rivolge a tutti: giovani, famiglie, curiosi, imprenditori e imprese, e più in generale ad un pubblico fatto di persone di ogni età per far conoscere e sperimentare nuove soluzioni per migliorare la qualità del buon vivere.

Now Festival aprirà i cancelli venerdì 6 maggio alle ore 10:00 e si svolgerà per 3 giorni a Cernobbio nella verde cornice di Villa Erba: un suggestivo centro espositivo e congressuale internazionale con spazi polifunzionali circondati da un parco che si affaccia direttamente sulle rive del Lago di Como.

Gli stand espositivi protagonisti della 3 giorni riguardano i seguenti settori:

  • Impresa e Lavoro: agricoltura, artigianato, tessile, cooperazione, innovazione, sharing economy
  • Cura e Benessere: cibo, cultura, informazione, salute, turismo, welfare, volontariato
  • Ambiente e Sostenibilità: energia, mobilità, prodotti eco-compatibili, riuso
  • Mondialità e Globalizzazione: commercio equo, disarmo, migrazioni, solidarietà internazionale

Now Festival non rappresenta solo una finestra espositiva: all’interno del festival infatti sarà possibile partecipare e assistere a incontri, workshop, animazioni, laboratori e concerti serali.

Noi di ELSE non perdiamo l’occasione di assistere all’apertura di questo evento, e consigliamo a tutti quanti, curiosi, esperti e non, di partecipare a questa interessante e fresca iniziativa!

 Villa-Erba

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Il nuovo CLP

immagine CLPPrincipali cambiamenti apportati dal CLP

Il CLP è il nuovo regolamento Europeo su classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele (Regolamento Parlamento europeo e Consiglio Ue 1272/2008/Ce); entrato in vigore nella Unione Europea il 20 gennaio 2009, è rivolto a tutti coloro che fabbricano, importano, fanno uso o distribuiscono sostanze chimiche o miscele, indipendentemente dal loro quantitativo. Ha sostituito gradualmente le precedenti normative di riferimento per la classificazione e l’etichettatura delle sostanze e delle miscele, abrogandole completamente a partire dal 1 giugno 2015.

Il CLP recepisce nell’Unione Europea quanto previsto dal Sistema Globale Armonizzato GHS – Globally Harmonized System of Classification and Labelling of Chemicals, voluto dalle Nazioni Unite con lo scopo di armonizzare i criteri di classificazione ed etichettatura, favorendo così la libera circolazione delle merci e garantendo al contempo un elevato livello di protezione per l’uomo e l’ambiente. Fatte salve alcune eccezioni (farmaci, dispositivi medici, alimenti, cosmetici, etc) per le quali esistono normative specifiche, il CLP si applica a tutte le sostanze chimiche e le miscele.

L’applicazione del CLP comporta cambiamenti significativi per la classificazione e l’etichettatura delle sostanze e introduce importanti novità che vi riepiloghiamo successivamente:

  • una soluzione composta di due o più sostanze non si chiama più preparato ma miscela;
  • le sostanze, in base alla natura del pericolo, sono divise in classi di pericolo, a loro volta suddivise in categorie che ne specificano la gravità. Le classi e le categorie di pericolo previste dal CLP sono differenti da quelle previste dalla precedente normativa. Queste differenze fanno sì che non vi sia sempre una corrispondenza fra le vecchie indicazioni (frasi Risk e Safety) e le nuove (frasi Hazard e Precautionary); il Regolamento CLP suddivide i pericoli in quattro classi: chimico-fisici, tossicologici, ecotossicologici e di destino ambientale.
  • le indicazioni di pericolo poste sotto al pittogramma sono sostituite da un’avvertenza che può essere identificata attraverso le parole “pericolo” o “attenzione”;
  • le frasi di rischio (frasi R = Risk) vengono sostituite con indicazioni di pericolo (frasi H = Hazard). Ad ogni indicazione di pericolo corrisponde un codice alfanumerico composto dalla lettera H seguita da tre numeri, il primo numero indica il tipo di pericolo (H2 = pericoli chimico-fisici, H3 = pericoli per la salute, H4 = pericoli per l’ambiente), i due numeri successivi corrispondono all’ordine sequenziale della definizione. L’Unione europea si è riservata di inserire codici di pericolo supplementari (EUH seguito da un numero a tre cifre) non presenti nel sistema GHS;
  • le frasi di prudenza (frasi S = Safety) vengono sostituite con consigli di prudenza (frasi P = Precautionary). Ad ogni consiglio di prudenza corrisponde un codice alfanumerico composto dalla lettera P seguita da tre numeri, il primo numero indica il tipo di consiglio (P1 = carattere generale, P2 = prevenzione, P3 = reazione, P4 = conservazione, P5 = smaltimento), i due numeri successivi corrispondono all’ordine sequenziale della definizione;
  • vengono modificati i pittogrammi e i simboli di pericolo.

 

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Milleproroghe 2015, le novità in tema di ambiente e rifiuti

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2014, il decreto Milleproroghe 2015 (Decreto legge n. 192 del 31 dicembre 2014) che introduce alcune novità in tema di ambiente e gestione rifiuti ed è entrato in vigore nella stessa data.
Il decreto contiene:
• l’ennesimo rinvio riguardante il divieto di conferimento in discarica dei rifiuti con potere calorifico inferiore (PCI) > 13.000 kJ/Kg;
• lo spostamento al 31 dicembre 2015 del termine iniziale di operatività del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti, per gli enti o le imprese che producono, raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale. Pertanto ancora per il 2015 è possibile sia la tenuta dei registri cartacei sia del Sistri. Tuttavia, le sanzioni relative alla mancata iscrizione al sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) per soggetti obbligati e al mancato pagamento del contributo per l’iscrizione si applicano dal 1° febbraio 2015 (Modifica l’art. 11 decreto legge 31 agosto 2013, n. 101 – legge 30 ottobre 2013, n. 125 Semplificazione e razionalizzazione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti e in materia di energia);
• il rinvio fino al 28 febbraio 2015 del termine per la pubblicazione del bando di gara, o l’affidamento dei lavori per interventi contro il dissesto idrogeologico, pena la revoca del finanziamento statale e la contestuale rifinalizzazione delle risorse ad altri, fermo restando il vincolo territoriale di destinazione delle risorse attraverso una rimodulazione dei singoli accordi di programma, ove esistano progetti immediatamente cantierabili compatibili con le finalità della norma. (Modifica l’art. 1 comma 111 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Interventi di messa in sicurezza del territorio. Risorse esistenti sulle contabilità speciali relative al dissesto idrogeologico).

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