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Contro gli sprechi alimentari la nuova legge 166/2016

Contro gli sprechi alimentari la nuova legge 166/2016

In data 14 settembre 2016 sono state emanate le disposizioni contro lo spreco di alimenti, farmaci e abiti usati definite dalla legge n.166 pubblicata in GU il 30 agosto 2016 recante “Disposizioni concernenti la donazione e distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi”.

Lo scopo principale della legge è ridurre il fenomeno dello spreco alimentare e della produzione di rifiuti attraverso la promozione del riuso e del riciclo dei prodotti e del loro smaltimento in discarica.

Per “spreco alimentare” si intende l’insieme dei prodotti scartati dalla catena agroalimentare per ragioni commerciali o estetiche o perché prossimi alla scadenza, ma ancora commestibili e potenzialmente destinabili al consumo umano o animale.

La legge si rivolge a tutti gli enti pubblici o privati che effettuano attività senza scopo di lucro.

Come funziona il recupero delle eccedenze alimentari?

Gli operatori del settore alimentare possono cedere gratuitamente le eccedenze alimentari, che devono comunque possedere i necessari requisiti di igiene e sicurezza, ai soggetti donatari (gli enti senza scopo di lucro) i quali devono destinarle, anch’essi gratuitamente, in via prioritaria a favore di persone indigenti oppure al sostegno vitale degli animali ed infine all’autocompostaggio.

Si possono considerare come eccedenze alimentari i seguenti prodotti:

  • Invenduti o non somministrati per carenza di domanda;
  • Ritirati dalla vendita perché non conformi ai requisiti di vendita;
  • Rimanenze di attività promozionali;
  • Prossimi alla data di scadenza;
  • Rimanenze di prove di immissione in commercio;
  • Non idonei alla commercializzazione per difetti di imballaggio

E’ consentita anche la cessione gratuita, ai soggetti donatari, delle eccedenze di prodotti agricoli in campo o di prodotti di allevamento idonei al consumo umano e animale. La loro raccolta e ritiro devono essere effettuate direttamente dai soggetti donatari o dai loro incaricati e la responsabilità diretta è del soggetto che effettua il ritiro, nel rispetto delle norme di igiene e sicurezza alimentare.

Sono considerati idonei alla cessione anche i prodotti della panificazione e i derivati degli impasti di farina prodotti negli impianti di panificazione che non sono stati venduti o somministrati entro le 24 ore successive alla produzione.

Per quanto riguarda la categoria dei farmaci, sono esclusi dalla legge i medicinali la cui conservazione va effettuata in frigorifero o comunque a temperature controllate, e i medicinali contenenti sostanze psicotrope. La distribuzione dei medicinali verrà effettuata dalle ONLUS con personale sanitario direttamente alle persone indigenti.

Per raggiungere gli obiettivi prefissati, ed in particolare la riduzione della produzione di rifiuti e l’incentivazione delle attività di riciclo e riutilizzo dei materiali, la legge 166/2016 interviene anche sulla normativa ambientale, sia per quanto riguarda gli alimenti, sia per il recupero di abiti usati.

Come si innesta la legge 166/2016 sulla normativa ambientale?

La legge introduce la possibilità, da parte dei Comuni, di applicare una riduzione sulla tariffa per lo smaltimento dei rifiuti, attraverso l’applicazione di un coefficiente di riduzione che deve essere proporzionale alla quantità di beni e prodotti ritirati dalla vendita e donati.

La riduzione della tariffa viene applicata a tutte le attività commerciali, industriali, professionali e produttive in genere, che producono o distribuiscono beni alimentari e che li cedono agli indigenti o li destinano all’alimentazione animale.

Per quanto riguarda invece gli abiti usati classificati come non idonei per un successivo utilizzo, questi rientrano nella normativa sui rifiuti.

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Regolamento SINP: gestione telematica dei dati di salute e sicurezza sul lavoro

Regolamento SINP: gestione telematica dei dati di salute e sicurezza sul lavoro

Lo scorso 12 ottobre è entrato in vigore il Regolamento (che attua il DIM 183/2016) che definisce il funzionamento del SINP previsto dall’art. 8 del Testo Unico in materia di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (Dlgs 81/2008).

Cos’è SINP?

Il “Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione nei luoghi di lavoro” ha l’obiettivo di raccogliere tutti i dati inerenti le ditte e i lavoratori italiani: dati sulle ditte e sulle lavorazioni effettuate, le attività di prevenzione e il controllo/vigilanza sulle aziende e sui singoli lavoratori, nonché i dati relativi agli eventi infortunistici.

Una specie di raccoglitore telematico che permette di raggruppare tutte le informazioni relative alla salute dei lavoratori e alle condizioni di sicurezza e prevenzione nel luogo dove viene svolta l’attività.

Tutte le informazioni inserite e registrate nel SINP, sono gestite da un sistema informativo coordinato e interconnesso, sotto la responsabilità tecnica di Inail, e vengono utilizzate per meglio organizzare e gestire l’efficacia delle attività di prevenzione e indirizzare le attività di vigilanza.

Gli organismi che partecipano al sistema telematico sono: Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Ministero dell’Interno, Regioni e Province Autonome, Inail.

Quali sono le informazioni che si ricavano grazie al sistema?

  • Quadro produttivo aziendale e occupazionale
  • Quadro dei rischi
  • Quadro di salute e sicurezza dei lavoratori per ogni settore di attività
  • Quadro delle azioni di prevenzione
  • Quadro degli interventi di vigilanza
  • Quadro degli infortuni sotto la soglia indennizzabile dall’Inail (ossia i meno gravi, ma più frequenti)

Quali novità rispetto ai precedenti obblighi?

Con l’implementazione del SINP viene soppresso l’obbligo per le ditte di tenere il registro degli esposti ad agenti nocivi così com’era già stato soppresso l’obbligo di tenuta del registro infortuni. Le ditte quindi non dovranno più conservare registri cartacei a disposizione degli organi di vigilanza, poiché ogni informazione sarà custodita nel sistema ed aggiornata in tempo reale.

Particolarmente importante è a questo punto la gestione degli aspetti legati alla privacy, considerando che il SINP prevede la gestione telematica di dati aziendali e personali e che tali dati sono visionabili da parte degli Enti e organi di vigilanza che hanno accesso al sistema.

La gestione della privacy è regolamentata dagli articoli 6 e 7 del Regolamento SINP: sono definite le disposizioni per il trattamento dei dati e le misure di responsabilità di ogni soggetto.

Ciascun Ente, inoltre, potrà attingere ai dati contenuti nel SINP con limitazioni sul tipo di dati visionabili ed ogni accesso verrà tracciato. Gli Enti potranno operare sui dati solamente nella misura strettamente necessaria per le proprie specifiche finalità istituzionali che sono definite dalla legge e secondo specifiche direttive contenute negli allegati al Regolamento.

La riservatezza dei dati inseriti nel SINP viene garantita da Inail tramite procedure di sicurezza in conformità con le regole tecniche e di sicurezza esplicitate nell’ambito del Sistema Pubblico di Connettività (SPC).

I dati del SINP saranno messi a disposizione anche delle parti sociali (organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori) che dovranno essere consultate almeno una volta all’anno da parte del Comitato.

Verrà istituito un apposito tavolo tecnico per lo sviluppo e il coordinamento del SINP, previsto dall’art. 5 del Regolamento, composto dai rappresentanti dei Ministeri del Lavoro, della Salute, dell’Interno e della Pubblica Amministrazione, della Difesa e dell’Economia, dell’Inail e delle Regioni e Province Autonome.

Il tavolo di coordinamento avrà il compito di verificare l’adeguatezza delle modalità tecniche di funzionamento del SINP, garantire la rispondenza dei contenuti dei flussi informativi alle finalità stabilite dal Dlgs 81/2008, formulare proposte per migliorare l’accessibilità, fruibilità e diffusione delle informazioni producendo anche report per gli Enti che concorrono al SINP.

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Normativa Privacy: in vigore il nuovo Regolamento UE 679/2016

Normativa Privacy: in vigore il nuovo Regolamento UE 679/2016

Dal mese di maggio 2016 è in vigore il nuovo regolamento UE 679/2016 che disciplina il trattamento dei dati personali e sostituisce il vecchio codice della privacy (direttiva 65/46/CE recepita in Italia con il D.lgs 196/03).

Il termine ultimo di adeguamento alla nuova normativa è fissato per il giorno 25 maggio 2018, dunque tutte le imprese avranno a disposizione due anni per potersi adeguare alle nuove disposizioni.

Cosa cambia per i cittadini e le imprese?

Le importanti novità riguardano le modalità di trattamento dei dati personali, sensibili, giudiziari (es. casellario giudiziale, posizione di indagato o imputato in procedimenti) e biometrici (scanner oculari, impronte e firme digitali), attribuendo nuovi oneri e responsabilità che si riflettono sui soggetti titolari del trattamento.

Di seguito vi elenchiamo le principali novità introdotte:

  • Diritto all’oblio, già in vigore nella precedente normativa, con il nuovo regolamento sarà possibile richiedere al Gestore della privacy l’eliminazione dei propri dati personali e la tracciabilità degli stessi;
  • Diritto alla portabilità dei dati, consente il trasferimento dei propri dati personali da un Responsabile del Trattamento all’altro, senza che vengano applicati costi aggiuntivi;
  • Principio dell’accountability, con cui i Titolari e Responsabili della privacy saranno obbligati ad adottare il modello organizzativo della pianificazione e degli adempimenti adottati per l’adeguamento del Titolare al Regolamento Europeo e dunque alla privacy, in cui si dichiara di aver concepito misure interne tecniche ed organizzative necessarie a salvaguardare i dati personali (tutta la documentazione dovrà essere archiviata e conservata a cura dei Titolari);
  • Principio di privacy by design e by default: pianificazione delle strategie annuali per ogni trattamento, nonché adozione di metodi e sistemi diretti ad evitare la diffusione di dati a terzi.
  • Nomina obbligatoria di un Responsabile del Trattamento dei Dati, nonché degli incaricati che saranno tenuti ad oneri precisamente indicati dalla legge: non saranno più solo meri operatori od esecutori di compiti che afferiscono i dati. E’ prevista inoltre la facoltà di nominare un Responsabile della protezione dei dati (o Privacy Officer), che sia in possesso dei requisiti normativi minimi introdotti dal nuovo regolamento.
  • Obbligo di redigere una valutazione di impatto sulla protezione dei dati (che dovrà essere approvata dall’autorità garante), nel caso in cui i dati sensibili debbano essere impiegati per trattamenti che comportino un rischio elevato per i diritti e le libertà individuali;
  • Facoltà di richiedere certificazione della protezione dei dati nei casi precisamente individuati dalla legge;
  • Obbligo di redazione di un “registro dei trattamenti”, da parte del Responsabile del Trattamento.
  • Obbligo di comunicare al Garante eventuali “data breach”, ovvero casistiche di rischio effettivo di perdita dei dati e fruibilità ai non autorizzati, che prescrivono una particolare procedura ed una notifica tempestiva, od anche solo una semplice potenziale diffusione delle informazioni.

La nuova normativa sulla privacy, in conclusione, garantisce alle persone interessate (cliente, dipendente, utente) specifici diritti circa la raccolta, l’utilizzo e la diffusione dei dati personali o sensibili di loro proprietà segnando una svolta fondamentale per le aziende, trattando il tema della privacy e della policy aziendale non solo come diritto fondamentale, ma come possibilità di generare la massima affidabilità nel trattamento dei dati, con aumento del grado di  miglioramento reputazione della società, nonché opportunità di proteggere uno dei più importanti beni appartenenti al patrimonio dell’azienda moderna: i dati.

 

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LE FALSE ETICHETTE DEL GREENWASHING

Le false etichette del Greenwashing

Avete mai notato quanti prodotti o servizi riportano diciture come “100% naturale”, “ECO”, “Bio”? Vi siete mai chiesti come fare a distinguere una vera etichetta ambientale da una finta?

Per imparare a difendersi dalle finte etichette ecologiche e per non diventarne complici, vi sveliamo i 7 peccati del famoso fenomeno del “finto ambientalismo”, maggiormente noto come GREENWASHING.
Per approfondire apri il link e seguici sul sito di Piuturismo!

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NOW: il festival sul futuro sostenibile made in Como

NOW: il festival sul futuro sostenibile made in Como

Dal 6 al 8 maggio 2016 a Villa Erba di Cernobbio, sul lago di Como, nasce NOW: il primo festival dedicato al futuro sostenibile.

Un evento che ha come obiettivo quello di dare voce a tutte le Imprese, Associazioni, Organizzazioni, Enti e altre realtà che adottano stili, soluzioni e processi sostenibili per l’ambiente, l’economia, la cultura e la società.

Promosso dall’associazione comasca L’Isola che c’è, l’intero festival ruota attorno a 8 parole che hanno lo scopo di evocare i molti temi riguardanti la sostenibilità e il futuro: Terra, Cibo, Economia, Sicurezza, Energia, Relazioni, Saperi, Luoghi.

Now Festival è un’occasione per incontrare storie virtuose, all’avanguardia, per conoscere esperienze e soluzioni che in un futuro possono essere adottate facilmente e condivise da tutti. Strade verso nuovi modelli di sviluppo per migliorare la qualità della vita.

L’evento conta la partecipazione di 200 imprese, tra cui Cooperative, Associazioni, privati e altre realtà all’avanguardia, che saranno presenti per raccontare la loro storia, testimoniare i loro percorsi e mostrare i loro prodotti.

Il festival si rivolge a tutti: giovani, famiglie, curiosi, imprenditori e imprese, e più in generale ad un pubblico fatto di persone di ogni età per far conoscere e sperimentare nuove soluzioni per migliorare la qualità del buon vivere.

Now Festival aprirà i cancelli venerdì 6 maggio alle ore 10:00 e si svolgerà per 3 giorni a Cernobbio nella verde cornice di Villa Erba: un suggestivo centro espositivo e congressuale internazionale con spazi polifunzionali circondati da un parco che si affaccia direttamente sulle rive del Lago di Como.

Gli stand espositivi protagonisti della 3 giorni riguardano i seguenti settori:

  • Impresa e Lavoro: agricoltura, artigianato, tessile, cooperazione, innovazione, sharing economy
  • Cura e Benessere: cibo, cultura, informazione, salute, turismo, welfare, volontariato
  • Ambiente e Sostenibilità: energia, mobilità, prodotti eco-compatibili, riuso
  • Mondialità e Globalizzazione: commercio equo, disarmo, migrazioni, solidarietà internazionale

Now Festival non rappresenta solo una finestra espositiva: all’interno del festival infatti sarà possibile partecipare e assistere a incontri, workshop, animazioni, laboratori e concerti serali.

Noi di ELSE non perdiamo l’occasione di assistere all’apertura di questo evento, e consigliamo a tutti quanti, curiosi, esperti e non, di partecipare a questa interessante e fresca iniziativa!

 Villa-Erba

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FORMAZIONE SULLA SICUREZZA: FINANZIAMENTI INAIL 2016

FORMAZIONE SULLA SICUREZZA: FINANZIAMENTI INAIL 2016

La tematica della formazione sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro rappresenta uno degli aspetti chiave sul quale tutte le aziende devono soffermarsi.

Se vogliamo determinare quanto sia importante avere una formazione in questo campo, basta che ci fermiamo un secondo e riflettiamo su quanto essa sia fondamentale per un corretto e sicuro svolgimento di una mansione, e automaticamente per la prevenzione dei rischi per la salute dei lavoratori, dipendenti e non.

Con l’applicazione dell’art. 11 del DLgs n. 81/2008, è previsto il finanziamento da parte di INAIL e regioni, di progetti formativi specificamente dedicati alle piccole, medie e micro imprese per sensibilizzare e promuovere principi e comportamenti di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Ciascun progetto formativo dovrà avere un costo compreso tra i 200 mila e gli 800 mila euro e verrà finanziato totalmente, con la possibilità di richiedere un’anticipazione del 30%.

CHI PUO’ ADERIRE AL BANDO?

Il bando mette a disposizione in totale 14.589.896 euro che possono essere utilizzati dai seguenti soggetti attuatori, singoli o in aggregazione:

  • Organizzazioni sindacali dei lavoratori e organizzazioni sindacali dei datori di lavoro, che possono avvalersi per la realizzazione anche di strutture formative di diretta o esclusiva emanazione;
  • Organismi paritetici;
  • Università;
  • Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile;
  • Ordini e collegi professionali, limitatamente ai propri iscritti;
  • Enti di patronato;
  • Soggetti formatori accreditati in conformità al modello di accreditamento definito in ogni Regione e Provincia autonoma ai sensi dell’intesa sancita in data 20/03/2008 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 23 gennaio 2009, in ogni Regione in cui si svolgerà il progetto formativo.

Tali soggetti dovranno avvalersi, per l’attuazione del progetto, della collaborazione di docenti qualificati o con comprovata esperienza almeno triennale di insegnamento o professionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

CHI SONO I DESTINATARI DEI PROGETTI FORMATIVI?

I destinatari delle attività di formazione finanziate saranno datori di lavoro, lavoratori (stagionali e non), responsabili dei lavoratori (Rls, Rlst) e piccoli imprenditori.

I progetti formativi, semplici o integrati (formazione + attività di addestramento), dovranno essere realizzati in almeno quattro Regioni (una Regione per una delle macroaree: nord, centro, sud, isole) e interessare i seguenti ambiti:

  1. Formazione finalizzata all’adozione di modelli di organizzazione e di gestione in un’ottica di sviluppo del sistema delle relazioni e di cambiamento di cultura organizzativa;
  2. Formazione sui rischi specifici delle attività svolte;
  3. Formazione sugli aspetti organizzativo-gestionali e tecnico-operativi nei lavori in appalto e negli ambienti confinati, con particolare riferimento alla gestione delle emergenze;
  4. Formazione per l’adozione dei comportamenti sicuri finalizzati alla prevenzione degli infortuni e delle tecnopatie;
  5. Formazione sulla valutazione dei rischi, con particolare attenzione a quelli collegati allo stress lavoro correlato, alle lavoratrici in stato di gravidanza e alle differenze di genere;
  6. Formazione sulla gestione dei rischi in ambiente di lavoro legati alla dipendenza da alcol, sostanze psicotrope e stupefacenti.

I progetti sono valutati sulla base della capacità di promuovere, attraverso il dialogo sociale e il coinvolgimento dei lavoratori, comportamenti aderenti ai principi di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per accedere al finanziamento è necessario inviare a Inail la domanda di adesione al bando entro le ore 13:00 del 19 aprile 2016.

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MADE GREEN IN ITALY: IL NUOVO MARCHIO SULLA GREEN ECONOMY

MADE GREEN IN ITALY: IL NUOVO MARCHIO SULLA GREEN ECONOMY

Al via le nuove disposizioni del Collegato Ambientale (decreto 28/12/2015 n.221) alla Legge di Stabilità, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 13 del 18 gennaio 2016, per il contenimento dell’uso eccessivo delle risorse naturali.

Si tratta di un pacchetto di misure destinate ad incidere in modo significativo su vari aspetti della normativa ambientale e della green economy, i cui principali obiettivi sono:

  • SEMPLIFICARE e PROMUOVERE il riutilizzo delle risorse
  • SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE
  • INCENTIVI per premiare i comportamenti virtuosi di consumatori, produttori e istituzioni.

Fra le principali novità contenute nel decreto, tra cui il credito d’imposta al 50% per le operazioni di bonifica dell’amianto di cui abbiamo parlato nell’articolo “SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO: BANDI E FINANZIAMENTI 2016”, troviamo anche il marchio volontario MADE GREEN IN ITALY per la valutazione e comunicazione, da parte delle aziende, dell’impronta ambientale dei prodotti.
Sostanzialmente, chi compra potrà privilegiare il “chilometro zero” certificato e le produzioni agricole e industriali sostenibili.

Il marchio unisce due diversi percorsi sperimentali: il progetto CARTESIO e la CARBON FOOTPRINT, entrambi guidati dalla volontà di offrire alle aziende italiane l’opportunità di far valere l’eccellenza ambientale dei propri prodotti basata sullo strumento metodologico LCA (“Life Cycle Assessement”, la valutazione del ciclo di vita di un prodotto/servizio ossia delle sue interazioni e impatti sull’ambiente).

Già nel 2013 i due percorsi avevano trovato convergenza nel metodo PEF – Product Environmental Footprint definito dalla commissione europea (esplicitato nell’allegato II della raccomandazione 2013/179/UE), che estendeva l’approccio LCA rendendolo più utilizzabile nell’ambito di schemi di valutazione e certificazione del calcolo dell’impronta ambientale di un prodotto.

Le modalità di funzionamento dello schema MADE GREEN IN ITALY dovranno essere stabilite in dettaglio da un regolamento che il Ministero dell’Ambiente predisporrà entro 180 giorni dall’entrata in vigore del collegato ambientale, anche se l’articolo 21 dello stesso stabilisce inequivocabilmente che esso adotterà il metodo PEF.

In attesa dell’emanazione del regolamento per il funzionamento dello schema, alcune esperienze di filiere e distretti del “made in Italy” hanno già iniziato a sviluppare applicazioni di questo metodo per prodotti tipici dei loro territori. Fra le esperienze in posizione più avanzata possono essere citate, ad esempio, le filiere e i cluster partecipanti al progetto “Life PREFER (Product Environmental Footprint Enhanced by Regions)” con i propri prodotti di punta, dei quali è stata calcolata l’impronta ambientale.

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2016 IN DIREZIONE GREEN-ECONOMY: DIAGNOSI ENERGETICHE TRA BANDI E INCENTIVI

2016 IN DIREZIONE GREEN-ECONOMY: DIAGNOSI ENERGETICHE TRA BANDI E INCENTIVI

Risparmio di energia” e “tutela dell’ambiente” sono due bersagli fondamentali che le aziende del nuovo millennio devono centrare per contribuire alla salvaguardia delle risorse energetiche a livello globale.

Grazie alla certificazione volontaria ISO 50001, tutte le organizzazioni possono scegliere di aderire ad uno standard che ha come obiettivo principale quello di migliorare il proprio sistema di gestione dell’energia e le prestazioni in materia di efficienza energetica:

  • CONTROLLANDO i consumi e contenendo i costi energetici;
  • DIMINUENDO l’impatto ambientale e traendo inevitabilmente profitto e vantaggio competitivo sul mercato;
  • CONTRIBUENDO alla salvaguardia delle risorse energetiche della Terra.

Tuttavia, a causa della crisi economica che colpisce ancora oggi la maggior parte delle aziende, è difficile per le piccole e medie imprese sostenere i costi derivanti dall’acquisizione di una certificazione energetica.

Per agevolare queste realtà aziendali a dirigersi verso un’ottica “green” delle loro attività (mediante ad esempio l’impiego di nuove tecnologie che puntano al risparmio energetico), lo Stato ha approvato il cofinanziamento di programmi, presentati tramite bando al quale potevano aderire tutte le regioni e province autonome italiane entro la data 31/10/2015, che prevedono incentivi rivolti alle piccole e medie imprese (PMI) desiderose di effettuare diagnosi energetiche al fine di adottare sistemi di gestione conformi con la normativa ISO 50001.

Il cofinanziamento, concesso per il 2016 e approvato con decreto ministeriale del 21/12/2015, prevede l’erogazione di circa 10 milioni di euro da parte dello Stato, che vanno a sommarsi ad altrettante risorse economiche allocate da parte delle Regioni aderenti il bando. Si stima che per il 2016 sarà a disposizione un totale pari a circa 20 milioni di euro a copertura del 50% dei costi che le aziende dovranno sostenere per effettuare le diagnosi energetiche.

Le regioni che hanno aderito al bando per gli incentivi sono: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Abruzzo, Basilicata, Sicilia, Sardegna e provincia autonoma di Trento.

L’intenzione è quella di replicare questa iniziativa annualmente, fino al 2020, proprio per incentivare gli audit energetici nelle PMI o l’adozione di sistemi di gestione dell’energia conformi allo standard di certificazione volontaria ISO 50001.

Noi riteniamo che questo rappresenti un enorme aiuto per la gestione quotidiana delle prestazioni energetiche e per la qualificazione delle aziende che operano in questo campo. E’ un importante traguardo, un piccolo ma grande passo che ci porta in avanti, verso i nuovi processi della green economy.

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SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO: BANDI E FINANZIAMENTI 2016

SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO: BANDI E FINANZIAMENTI 2016

 

Salute e sicurezza sul lavoro, Occupational Health and Safety, OHSAS 18001……..in qualsivoglia modo lo si chiami, risulta essere uno dei temi fondamentali che devono essere gestiti in modo adeguato, continuo e professionale  nei luoghi di lavoro.

E’ un concetto piuttosto delicato (basti pensare alle morti bianche, che contano in tutto il mondo circa due milioni di caduti ogni anno), regolamentato dal Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs 9 aprile 2008 n.81, entrato in vigore il 15 maggio 2008) e che deve essere quindi affrontato con estrema serietà, iniziando a spiegare chiaramente il suo significato.

Con il termine “sicurezza sul lavoro” intendiamo l’insieme delle misure preventive o protettive da adottare per rendere salubri e sicuri i luoghi di lavoro, in modo da evitare o ridurre al minimo possibile l’esposizione dei lavoratori ai rischi connessi l’attività lavorativa, riducendo o eliminando il rischio di infortuni e/o incidenti o il rischio di contrarre una malattia professionale.

Un luogo di lavoro è perciò definito “sicuro” quando è dotato di accorgimenti, strumenti ed attività di prevenzione che forniscono un ragionevole grado di protezione contro la probabilità che si verifichi un evento pericoloso o dannoso per la salute di chi lo svolge.

Esistono misure di tutela della salute/sicurezza dei lavoratori che hanno l’obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro e ridurre la probabilità che si verifichino infortuni non solo ai lavoratori e addetti, ma anche ai collaboratori esterni e a quanti si trovano, anche solo occasionalmente, all’interno dei luoghi di lavoro, in quanto possono potenzialmente subire il rischio di incidente.
Detto questo, è chiaro che l’attuazione di tali misure comporta un costo che anche le aziende più piccole devono sostenere, in quanto si tratta di misure obbligatorie che il datore di lavoro deve attuare per chiunque entri in contatto con le attività produttive dell’impresa.

Per aiutare le aziende a sostenere i costi derivanti dall’adozione di tali misure, sono stati finanziati due bandi a sostegno delle piccole e microimprese che nel 2016 hanno intenzione di realizzare progetti di innovazione tecnologica, come ad esempio l’acquisto di impianti, macchine e attrezzature, finalizzati a migliorare le condizioni di salute e sicurezza sul lavoro:

  1. BANDO FIPIT

Si tratta di un bando a graduatoria rivolto alle imprese operanti nel settore terziario che prevede un finanziamento di circa 20 milioni di euro, ripartiti a livello regionale/provinciale in base al numero di addetti e al grado di gravità degli infortuni.

L’agevolazione finanziaria prevista può raggiungere una misura massima del 65% dei costi sostenuti dall’azienda per il progetto e le spese accessorie.
Il progetto da finanziare prevede un contributo massimo erogabile fino a 50.000 euro e il contributo minimo ammissibile è pari a 1.000 euro. Ciascuna impresa può inoltre richiedere un’anticipazione fino al 50% dell’importo del contributo richiesto.

  1. BANDO ISI – INAIL

Per il sesto anno di fila, INAIL ripropone il bando che prevede la messa a disposizione, da parte dell’Istituto, di una somma di 276.269.986 € in finanziamenti a fondo perduto, che vengono assegnati fino ad esaurimento alle imprese, anche individuali, per la realizzazione di progetti volti al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza sul lavoro.
La novità rilevante del 2016 è rappresentata dall’introduzione nel bando di uno specifico asse dedicato ai progetti di bonifica di materiali contenenti amianto.

L’obiettivo è quello di coprire fino al 65% dei costi sostenuti dalle imprese per la realizzazione dell’intervento, e il finanziamento è compreso tra un minimo di 5.000 e un massimo di 130.000 euro, che viene erogato da INAIL dopo una verifica amministrativa e la realizzazione del progetto da parte dell’impresa.

I soggetti interessati potranno inserire le domande di partecipazione al bando a partire dal 1° marzo 2016 fino alle ore 18:00 del 5 maggio 2016, nella sezione Servizi online del sito INAIL.

C’è un’ultima ed interessante novità di cui vogliamo informarvi; non è ancora regolamentata in quanto ad oggi non è stato emanato alcun decreto attuativo, ma per il 2016 è prevista l’introduzione di ulteriori incentivi per le imprese: si tratta del credito d’imposta del 50% delle spese sostenute, che sarà ripartito in tre quote annuali, a favore dei titolari di reddito d’impresa che effettuano nell’anno 2016 interventi di bonifica dell’amianto sui propri beni e strutture produttive.
L’investimento pianificato dalle aziende dovrà essere di almeno 20.000 euro ed avvenire sul territorio nazionale.
Tramite questo credito d’imposta, le imprese che bonificano avranno la possibilità di recuperare fino al 50% delle spese sostenute.

bandi2016_salute_sicurezza

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