Archivi tag: antispreco

Contro gli sprechi alimentari la nuova legge 166/2016

Contro gli sprechi alimentari la nuova legge 166/2016

In data 14 settembre 2016 sono state emanate le disposizioni contro lo spreco di alimenti, farmaci e abiti usati definite dalla legge n.166 pubblicata in GU il 30 agosto 2016 recante “Disposizioni concernenti la donazione e distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi”.

Lo scopo principale della legge è ridurre il fenomeno dello spreco alimentare e della produzione di rifiuti attraverso la promozione del riuso e del riciclo dei prodotti e del loro smaltimento in discarica.

Per “spreco alimentare” si intende l’insieme dei prodotti scartati dalla catena agroalimentare per ragioni commerciali o estetiche o perché prossimi alla scadenza, ma ancora commestibili e potenzialmente destinabili al consumo umano o animale.

La legge si rivolge a tutti gli enti pubblici o privati che effettuano attività senza scopo di lucro.

Come funziona il recupero delle eccedenze alimentari?

Gli operatori del settore alimentare possono cedere gratuitamente le eccedenze alimentari, che devono comunque possedere i necessari requisiti di igiene e sicurezza, ai soggetti donatari (gli enti senza scopo di lucro) i quali devono destinarle, anch’essi gratuitamente, in via prioritaria a favore di persone indigenti oppure al sostegno vitale degli animali ed infine all’autocompostaggio.

Si possono considerare come eccedenze alimentari i seguenti prodotti:

  • Invenduti o non somministrati per carenza di domanda;
  • Ritirati dalla vendita perché non conformi ai requisiti di vendita;
  • Rimanenze di attività promozionali;
  • Prossimi alla data di scadenza;
  • Rimanenze di prove di immissione in commercio;
  • Non idonei alla commercializzazione per difetti di imballaggio

E’ consentita anche la cessione gratuita, ai soggetti donatari, delle eccedenze di prodotti agricoli in campo o di prodotti di allevamento idonei al consumo umano e animale. La loro raccolta e ritiro devono essere effettuate direttamente dai soggetti donatari o dai loro incaricati e la responsabilità diretta è del soggetto che effettua il ritiro, nel rispetto delle norme di igiene e sicurezza alimentare.

Sono considerati idonei alla cessione anche i prodotti della panificazione e i derivati degli impasti di farina prodotti negli impianti di panificazione che non sono stati venduti o somministrati entro le 24 ore successive alla produzione.

Per quanto riguarda la categoria dei farmaci, sono esclusi dalla legge i medicinali la cui conservazione va effettuata in frigorifero o comunque a temperature controllate, e i medicinali contenenti sostanze psicotrope. La distribuzione dei medicinali verrà effettuata dalle ONLUS con personale sanitario direttamente alle persone indigenti.

Per raggiungere gli obiettivi prefissati, ed in particolare la riduzione della produzione di rifiuti e l’incentivazione delle attività di riciclo e riutilizzo dei materiali, la legge 166/2016 interviene anche sulla normativa ambientale, sia per quanto riguarda gli alimenti, sia per il recupero di abiti usati.

Come si innesta la legge 166/2016 sulla normativa ambientale?

La legge introduce la possibilità, da parte dei Comuni, di applicare una riduzione sulla tariffa per lo smaltimento dei rifiuti, attraverso l’applicazione di un coefficiente di riduzione che deve essere proporzionale alla quantità di beni e prodotti ritirati dalla vendita e donati.

La riduzione della tariffa viene applicata a tutte le attività commerciali, industriali, professionali e produttive in genere, che producono o distribuiscono beni alimentari e che li cedono agli indigenti o li destinano all’alimentazione animale.

Per quanto riguarda invece gli abiti usati classificati come non idonei per un successivo utilizzo, questi rientrano nella normativa sui rifiuti.

Condividi
Facebooktwittergoogle_pluslinkedinFacebooktwittergoogle_pluslinkedinby feather
Seguici
Facebookgoogle_pluslinkedinrssFacebookgoogle_pluslinkedinrssby feather