Made Green in Italy per dimostrare l’impronta ambientale dei prodotti

Made Green in Italy per dimostrare l’impronta ambientale dei prodotti

Come può un’azienda dimostrare globalmente e in modo sintetico la sua attenzione e sensibilità all’impronta ambientale dei suoi prodotti? Ecco che nasce il marchio MADE GREEN IN ITALY.

L’introduzione di questa nuova etichetta per i nostri prodotti nazionali rappresenta infatti una spinta verso comportamenti più green nel mondo produttivo, costituendo di fatto una fondamentale opportunità di rafforzare il classico Made in Italy, e la competitività delle imprese italiane sui mercati nazionali e esteri.

Come abbiamo spiegato ampiamente nell’articolo, pubblicato la scorsa settimana su Else Blog, è di fondamentale importanza per tutte le aziende effettuare una comunicazione chiara ed efficace con gli stakeholders, soprattutto se consideriamo che ad ogni processo produttivo è automaticamente associato un impatto (ambientale, sociale, economico).

Ma come può un’azienda dimostrare globalmente e in modo sintetico la sua attenzione e sensibilità all’impronta ambientale dei suoi prodotti? Ecco che nasce il marchio MADE GREEN IN ITALY.

Esso nasce successivamente a un’altro standard del 2015, che è quello della SOCIAL FOOTPRINT (per approfondire vi rimandiamo all’articolo pubblicato su ELSEBLOG). Anche se il Made Green in Italy rimarca l’appartenenza del prodotto/servizio al contesto nazionale italiano, possiamo affermare che le due etichette viaggiano in parallelo.

Attraverso lo schema del Made Green in Italy le imprese italiane potranno:

  • Valorizzare le proprie politiche ambientali al fine di migliorarne le capacità di risposta alla crescente domanda di prodotti “sostenibili”, anche attraverso l’innovazione di processo e di prodotto;
  • Associare il concetto di qualità ambientale alla tradizione culturale e territoriale che distingue il Made in Italy;
  • Aumentare la trasparenza e la capacità informativa nei confronti dei mercati e dei consumatori;

Il Ministero dell’Ambiente ha già predisposto una bozza del regolamento per l’attuazione dello schema nazionale Made Green in Italy: attualmente è in fase di revisione, ma presto ci aspettiamo che il nuovo marchio diventi a tutti gli effetti un protocollo applicabile nelle aziende del mercato nazionale.

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