MODA SOSTENIBILE: il primo caso di pelle vegetale è made in Italy

MODA SOSTENIBILE: il primo caso di pelle vegetale è made in Italy

Grape Leather è il progetto made in Italy per la creazione di pelle vegetale dagli scarti della produzione vinicola che è stato decretato vincitore assoluto del concorso “Global Change Award” organizzato per la seconda edizione da H&M Foundation.

Il concorso, svolto il 6 aprile a Stoccolma, ha l’obiettivo di sostenere le piccole e nascenti realtà imprenditoriali che desiderano contribuire a ridurre l’impatto ambientale di una delle più grandi e inquinanti produzioni mondiali: quella del settore della moda.

L’idea principale che l’azienda di moda svedese vuole premiare è quindi il “fare moda sostenibile”: sono state così premiate 5 startup, e i vincitori sono stati decretati coinvolgendo anche il pubblico mediante votazioni online, in palio H&M ha predisposto 1 milione di euro che sono stati suddivisi tra i vincitori del concorso.

Al primo posto si è qualificata l’impresa italiana Grape Leather, con il suo progetto per ricavare pelle vegetale dagli scarti della produzione vinicola, recuperando di fatto il rifiuto di fine lavorazione nella filiera di produzione del vino.

All’interno del settore della pelletteria, l’idea di Grape Leather può essere definita come innovativa e sostenibile su più fronti: garantisce il benessere degli animali, elimina di fatto la necessità di utilizzare il petrolio per produrre la pelle sintetica, e al tempo stesso ha un ridotto impatto ambientale.

Il concorso non ha avuto come obiettivo esclusivo quello di finanziare i progetti delle giovani startup partecipanti: l’obiettivo principale di H&M foundation infatti, in collaborazione con la società di consulenza Accenture e l’Istituto tecnico Kth Royal Institute of Technology di Stoccolma, è quello di affiancare i vincitori per un intero anno fornendo consulenze utili alla realizzazione dei progetti che permetteranno loro di farsi strada all’interno dell’industria della moda.

Un vero e proprio trampolino di lancio per i giovani imprenditori che, nell’agguerrito settore della moda, hanno maggiore spazio di realizzare nuove tecnologie per sviluppare capi di abbigliamento con tecniche innovative che riducono l’impatto ambientale senza compromettere il fascino della moda.

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