IL BUCO DELL’OZONO TORNA AD ESPANDERSI: MA GLI ESPERTI INVITANO A NON ALLARMARSI

DOPO ANNI DI PROGRESSI IL BUCO DELL’OZONO TORNA AD ESPANDERSI: MA GLI ESPERTI INVITANO A NON ALLARMARSI

Da milioni di anni la terra è costantemente irraggiata dalle radiazioni elettromagnetiche provenienti dal sole che scaldano il nostro pianeta e danno origine alla vita. Quello che citiamo spesso come “il problema dell’effetto serra” è in realtà un fenomeno naturale da sempre presente sulla terra. Dall’effetto serra deriva la temperatura terrestre. Senza l’effetto serra la temperatura del globo sarebbe in media 30 gradi più fredda, ovvero oscillerebbe intorno ad una temperatura di -18° C.

Recentemente gli scienziati della NASA (National Aeronautics and Space Administration), hanno reso noto che il livello raggiunto dal buco dell’ozono è nel suo picco massimo, ad eccezione della grandezza massimamisurata quasi dieci anni fa nell’ormai lontano 2006.

Le emissioni di anidride carbonica sono il principale nemico da combattere. L’80% delle emissioni di anidride carbonica proviene dalla combustione del petrolio, del metano e del carbone. Un inquinamento cresciuto esponenzialmente con l’industrializzazione delle attività umane.

Considerando che la terra è un “sistema complesso” e che la CO2 ha una durata media in atmosfera di circa 100 anni, se anche oggi smettessimo di immettere CO2 non riusciremmo comunque a ridurre in breve tempo la presenza di anidride carbonica nell’atmosfera.

La particolarità di questo fenomeno nel 2015 è il fatto che, a dispetto degli anni precedenti, abbia raggiunto il suo picco massimo in ritardo. Il motivo? Stando agli esperti questo ritardo è dovuto alle temperature troppo fredde registrate nella parte più alta dell’atmosfera antartica. Infatti, stando ai dati provenienti dall’agenzia aerospaziale americana, tra il 2 ed il 3 ottobre di quest’anno il buco dell’ozono ha superato l’estensione massima dell’anno precedente di ben 4,1 milioni di chilometri quadrati (24,1 milioni di chilometri quadrati nel 2014 e 28,2 milioni di chilometri quadrati nel 2015), quando invece il picco si era registrato tra il 10 e l’11 settembre 2014.

Secondo gli esperti dell’ONU e della sezione dedicata alla meteorologia, la WMO (Organizzazione mondiale della meteorologia delle Nazioni Unite) i dati raccolti dimostrano che: ‘Il problema del buco dell’ozono è ancora con noi; dobbiamo restare vigili, ma non c’è motivo per allarmarsi eccessivamente”.

Una cosa è certa, però, se ognuno di noi nel proprio piccolo facesse tutto il possibile per inquinare di meno, allora sì che non ci sarebbe da allarmarsi!

Cosa possiamo fare per inquinare di meno?

  • spegniamo le luci, chiudiamo l’acqua e abbassiamo il riscaldamento se non dobbiamo utilizzarli;
  • evitiamo di utilizzare bombolette spray come quelle per i deodoranti preferendo soluzioni che abbiano un impatto inferiore sull’atmosfera;
  • prediligiamo i mezzi pubblici alle nostre auto.

Quando si parla di buco nell’ozono, non si può mai parlare di battaglia vinta….ma almeno cerchiamo di combatterla per proteggere il nostro pianeta e per salvaguardare la nostra salute“.

 

 

 

 

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