Gli apparecchi di refrigerazione: quali le caratteristiche e gli obblighi?

Gli apparecchi di refrigerazione: quali le caratteristiche e gli obblighi?

Quando si parla di apparecchi di condizionamento, gli obblighi dei proprietari e le qualifiche degli installatori e dei manutentori non sempre sono così chiare. Questo è importante soprattutto nelle aziende, dove la dimostrazione della propria consapevolezza ambientale e della conformità normativa passa anche dalla conoscenza di argomenti poco “comuni” come questo.

Attualmente, la normativa che regola questa materia è di stampo europeo: il Regolamento CE n. 517/2104 “sui gas fluorurati ad effetto serra”.

Questo regolamento è in vigore dal 1 gennaio 2015, ma per alcuni aspetti risulta ancora poco noto e, spesso, disatteso.

Una delle novità più significative del Regolamento è la modalità di calcolo della quantità di gas refrigeranti presenti negli impianti di condizionamento. Fino alla sua entrata in vigore, infatti, la modalità di calcolo era estremamente semplice: i Kg di gas refrigerante contenuti nell’apparecchiatura erano quelli di cui tenere conto.

Dal 1 gennaio 2015 si parla invece di Tonnellate di CO2 Equivalente, definite dallo stesso Regolamento come “la quantità di gas a effetto serra espressa come il prodotto del peso dei gas a effetto serra in tonnellate metriche e del loro potenziale di riscaldamento globale”.

In parole povere, se voglio capire quante tonnellate di CO2 equivalente contiene il mio apparecchio di refrigerazione, dovrò applicare la formula:

Ton CO2eq = Ton gas refrigerante “X” * GWP “X”

Dove GWP (Global Warming Potential) è il potenziale di riscaldamento climatico di un gas a effetto serra in relazione a quello dell’anidride carbonica (CO2).

I valori di GWP sono differenti per ogni singola tipologia di gas refrigerante e sono riportati nell’Allegato 1 del Regolamento 517/2014.

Quali allora gli obblighi per i proprietari?

I proprietari dovranno ottenere dagli operatori l’indicazione delle tonnellate di CO2 equivalente contenuta nel loro apparecchio e verificare quindi le tempistiche di controllo, che in breve possono essere così riassunte:

a) tra le 5 e 50 tonnellate di CO2 equivalente controllo almeno una volta ogni 12 mesi;

b) tra le 50 e 500 tonnellate di CO2 equivalente controllo almeno una volta ogni sei mesi;

c) sopra le almeno 500 tonnellate di CO2 equivalente controllo ogni tre mesi.

Esistono in ogni caso degli scenari particolari:

  • Nel caso in cui sia installato un sistema di rilevamento delle perdite le tempistiche raddoppiano;
  • le apparecchiature contenenti meno di 3 kg di gas fluorurati a effetto serra o le apparecchiature ermeticamente sigillate contenenti meno di 6 kg di gas potranno derogare ai controlli delle perdite fino al 31 dicembre 2016;
  • le apparecchiature ermeticamente sigillate contenenti HFC in quantità inferiori a 10 tonnellate di CO2 equivalente non sono soggette ai controlli delle perdite purché le apparecchiature stesse siano etichettate come tali.

Infine, poche parole sugli obblighi e le certificazioni necessarie per gli operatori, cioè di coloro che istallano, fanno manutenzione e gestiscono le apparecchiature di refrigerazione.

Tutti gli operatori sono obbligati a tenere e fornire ai proprietari dei nuovi registri, qualora le apparecchiature siano sottoposte all’obbligo dei controlli, che contengano:

  • la quantità e il tipo di gas fluorurati a effetto serra;
  • le quantità di gas fluorurati a effetto serra aggiunti durante l’installazione, la manutenzione o l’assistenza o a causa di perdite;
  • se le quantità di gas fluorurati a effetto serra installati siano state riciclate o rigenerate, incluso il nome e l’indirizzo dell’impianto di riciclaggio o rigenerazione e, ove del caso, il numero di certificato;
  • le quantità di gas fluorurati a effetto serra recuperati;
  • l’identità dell’impresa che ha provveduto all’installazione, all’assistenza, alla manutenzione e, ove del caso, alla riparazione o allo smantellamento delle apparecchiature compreso, ove del caso, il relativo numero di certificato;
  • le date e i risultati dei controlli effettuati
  • qualora l’apparecchiatura sia stata smantellata, le misure adottate per recuperare e smaltire i gas fluorurati a effetto serra.

In merito alle competenze degli operatori, è importante sapere e controllare che tutte le persone / imprese che svolgono le attività di recupero di gas fluorurati, installazione, assistenza, manutenzione, riparazione, controlli delle perdite o smantellamento delle apparecchiature devono essere certificate e adottare misure precauzionali per prevenire la perdita di gas fluorurati a effetto serra.

Viene inoltre introdotto dal regolamento l’obbligo della formazione delle persone che operano su tali apparecchiature.

Come si nota, dunque, non sono tanti gli adempimenti a carico dei proprietari delle apparecchiature. Conoscere il quadro normativo, però, permette alle aziende di verificare il corretto operato degli installatori/manutentori e di affidarsi a operatori che supportino correttamente le loro attività, garantendo nel contempo il rispetto delle norme e la salvaguardia dell’ambiente.

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