D.M. 264/2016 in vigore: regola il riutilizzo di sottoprodotti e biomasse

D.M. 264/2016 in vigore: regola il riutilizzo di sottoprodotti e biomasse

E’ entrato in vigore, successivamente alla pubblicazione in GU, il D.M. n. 264/2016 contenente il Regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti.

Il Regolamento contenuto nel DM fornisce criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti, perciò l’obiettivo principale è quello di agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti che qualificano il residuo come “sottoprodotto”.

Il primo requisito è la certezza del riutilizzo, che coinvolge non sono il produttore del sottoprodotto ma anche il detentore.

La certezza del riutilizzo viene dimostrata dall’analisi delle modalità organizzative del ciclo di produzione, delle caratteristiche o documentazione relative alle attività dalle quali si originano i materiali impiegati ed al processo di destinazione valutando in particolare la congruità tra tipologia, quantità, qualità dei residui e utilizzo previsto per gli stessi.

Il decreto fornisce disposizioni anche in merito al deposito e movimentazione dei sottoprodotti, e prevede ispezioni, controlli e prelievi da parte delle autorità competenti.

Tali ispezioni dovrebbero essere estese alle sole realtà aziendali che rientrano, come da iscrizione alla camera di commercio, in quelle che hanno implicitamente manifestato la decisione di avvalersi delle disposizioni del presente D.M., vincolandosi a esse.

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